Stories // Il mio viaggio con Mercedes AMG

Posted By Fabio Persico / 2 dicembre 2014 / 0 Comments

    Non sono mai stato un amante delle macchine, o meglio non sono mai stato un amante di ciò che va troppo veloce. Ho paura, sì sono un fifone ma c’è una contraddizione nella mia vita.

    I miei punti di riferimento sono tre, l’amore bello, la pizza ed il movimento. Un ansioso impaurito del movimento che però ne è affascinato. Non è di certo un buon inizio, soprattutto se Mercedes AMG, marchio indiscusso di lusso nel settore dei motori, ti chiede di provare uno dei suoi nuovi diamantini più lucenti. Infatti, è proprio questo il punto di partenza. Far provare il massimo del massimo ad uno come me che soffre di attacchi di panico da sempre e che ha conati continui appena sale in macchina.

    Perfetto. Questa non è una recensione canonica, infatti parte da un diario di viaggio che ho dovuto scrivere ed illustrare per sopravvivere alle alte velocità, alla guida sportiva, all’ansia d’autostrada, e sopra ogni cosa alle nuove esperienze che arrivano senza neanche avvertire, ti prendono e ti stravolgono la vita.

    Ecco qui il mio viaggio con Mercedes.

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    Capitolo 1. Il movimento serve sempre.

    Johann Wolfgang von Goethe diceva “bisogna parlare e muoversi non per vincere, ma per mantenersi al proprio posto”. Beh Johann hai proprio ragione io sto bene dove sto ma mi muovo un casino.

    Capitolo 2. Il mondo sotto i miei piedi.

    Come dicevo prima, soffro di attacchi di panico da quando all’elementare me la sono fatta sotto perché i bagni erano fuori uso. L’ansia è destinata a sparire definitivamente o a convivere con te. La nuova S63 AMG Coupé, per me è stato il contenitore assoluto delle mie sensazioni.

    Capitolo 3. La carrozza è il futuro.

    Penso che per capire al meglio le nuove frontiere, si deve sapere anche la storia che le ha precedute. Siamo a Macerata, al museo della carrozza e del carretto. Qui ho capito tre cose:

    • Numero uno la carrozza ha salvato il mondo.

    • Due, che per arrivare alle più alte tecnologie ne sono passate di ruote di legno, di influenze prese perché non c’erano i riscaldamenti, e che le code dei cavalli, nella storia, sono state pettinate con un gusto molto kitsch.

    • La terza, che da sempre in ogni avventura il “nécessaire de voyage” è fondamentale. Nel passato si portavano lamette, fazzoletti e cose del genere, nel mio ci sono le chewing gum, che si sa che masticandole, la nausea passa, un sacchetto di carta come primo salvavita ed il VENTOLIN come secondo.

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    Capitolo 4. Buonanotte compagni.

    Il viaggio è fatto di particolari che ti accompagnano dall’inizio alla fine, tipo una cacca di uccello sul parabrezza, dei moscerini schiacciati, poltrone riscaldate, profumi per ambiente ma anche di compagnia.In questo io sono stato circondato da persone speciali; primi su tutti quelli che AMG chiama “One Man, One Engine”, insomma i tipi che costruiscono e poi firmano le macchine, chissà quante prove hanno fatto prima di decidere la firma giusta.

    I veri compagni di viaggio sono stati: Vadim, che ancora si starà riprendendo dalla mie frenate in autostrada, Paolo giornalista ed appassionato di motori, a lui vanno i miei sinceri ringraziamenti per i plurimi disturbi ansiogeni che ho avuto ed infine Lino, lui è stato uno dei primi telecronisti di formula in RAI e dopo una serata all’insegna di vino, vino e ancora vino siamo entrati in intimità. Mi ha confessato che gli piace mangiare senza lasciare nulla nel piatto, che il suo lavoro lo diverte e che da quasi mezzo secolo è sposato ed è ancora innamorato. Grande Lino.

    Capitolo 5. Tamarro a chi?

    Siamo arrivati, non si può più tornare indietro. Serietà? Ok, ecco qui quello che penso della nuova S63 AMG Coupé.

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    È grande ma non troppo, è lunga due miei salti e tre marcette da uomo bizzarro, è una macchina comoda, molto comoda visto che ci sono le poltrone riscaldate, che all’occorrenza ti fanno anche dei massaggi.

    Certo avendo capito che l’essere umano è un po’ addormentato, Mercedes ha pensato a tutto, per esempio ai raggi infrarossi per vedere meglio di notte, a delle scritte sovraimpresse sul parabrezza a prova di scemi, a mettere una valvola per abbassare il volume dei discorsi di chi ti sta accanto, a dare la possibilità di volare, segnando la velocità massima a 330 Km/h, solo con l’ausilio di braccia e gambe fuori dal finestrino ed a mettere una telecamera nascosta per spiare chi litiga o fa grandi scoperte nel proprio naso, quando è fermo al semaforo.

    Poi ha avuto un’intuizione non da tutti, profumare l’atmosfera qualora, visto che hai pagato una macchina circa 160.000€, volessi cenarci dentro, farci un festino, farci l’amore, organizzare dei meeting, beh in ogni caso ci sarebbero dei profumi per ambiente diversi, uno per ogni occasione.

    Fine. Il cielo è di tutti.

    In una recensione come questa nessuno parla mai di quello che c’è fuori dalla macchina e che accomuna un po’ tutti, io voglio farlo. Che cosa c’è fuori? Massi c’è il cielo; quello è lo stesso che tu abbia una carrozza, una Mercedes o un water a scoppio. È quello che sta sopra ogni cosa e sotto il quale succede tutto. Il viaggio, se il cielo non ci fosse, sarebbe nullo, non sarebbe bello com’è. Sarebbe come una caffettiera senz’acqua, come la pizza senza basilico, come le patatine senza carta assorbente, come le cicale d’estate senza Roma, come mia madre senza tre chiamate al giorno, come il tuo migliore amico senza complicità, come me senza ansie, come leggere un libro senza copertina, guardare un film senza titoli di coda, come fare l’amore senza godere e come guardare senza vedere.

    Guidate con prudenza, anche se avete le dita nel naso o state facendo l’amore.

    Il libro è stato interamente scritto con guanti da guida sportiva • Per acquistarlo, basta inviare una richiesta a info@www.soulmag.it • Il prezzo è di 8 €.

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    fabio-persico

    Raccontare storie in stile ​L​o-fi, sporche e schiette​,​ è il suo credo. Non ha una città di riferimento, ama l'odore della pizza appena fatta e della vernice sulle porte di legno piene di tarli, il sapone di Marsiglia, gli zuccherini di sua nonna, i televisori Telefunken del '73, La Gazzetta dello Sport, il sale marino, le patatine fritte d​ella mamma, la gente​, le facce. Il movimento è sempre stato il suo un punto saldo. Ama il fascino della sfocatura, di ciò che è passato ed ha lasciato ​il segno. Ha due mani e non è ancora morto.​

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