NUOVA SMART FORTWO E FORFOUR – GRAMSCI E L’AMORE FATTO NEI SEDILI POSTERIORI

Posted By Fabio Persico / 15 novembre 2014 / 0 Comments

    In questo post si parla di macchine, di comodità e di pensieri strani fatti dopo un’abbuffata di pizza e di bellezza. Ecco qui, siamo stati chiamati a provare le nuove Smart ForTwo e ForFour.

    Un pensiero fisso è stato presente per tutta la giornata. Se tornassimo indietro nel tempo, chi sarebbero i veri acquirenti di Smart? Chi in un’Italia diversa per modo di vivere ma forse non troppo per condizioni economiche, avrebbe comprato la macchina più piccola in circolazione?

    Beh per rispondersi basta andare a conoscere loro, quelli sempre di fretta, sicuramente attenti alle tendenze, incasinati a cercare parcheggio, un po’ spreconi, amanti delle frivolezze e della liberà ma cosa più importante senza un posto dove fare l’amore, negli anni ’30.

    Perfetto. Dove trovarli, se non in un posto spesso dimenticato da tanti? Il Cimitero Acattolico.

    Ok, lo so che state pensando che è un’idea macabro e dovremmo mangiare meno pizza prima di andare a dormire altrimenti la nostra vita continuerà ad essere tormentata, ma non è così. Gregory Corso, Carlo Emilio Gadda, Pontecorvo, John Keats ed Antonio Gramsci.

    Sì proprio lui; ve lo immaginate voi, in Smart, che parla di livellare la società tramite una macchinetta multifunzionale, con la quale il parcheggio diventa un vecchio ricordo e nella quale può fare sesso più comodo con tutte le sue donne? Noi sì. Antonio Gramsci nuovo testimonial Smart.

    Torniamo seri per un attimo. Siamo stati chiamati anche per mostrare le performance su strada e raccontare i cambiamenti tecnici apportati. Non essendo dei professionisti del mondo dei motori, ci limitiamo a dire che la macchina non è per niente male, è comoda e spaziosa, anche se l’abbiamo misurata a occhio e spanne, a passi lunghi e scarpe, insomma abbiamo fatto lo sforzo di inventarci nuove unità di misura. Poi abbiamo capito che ha uno schermo gigante, pulsanti vari sul volante che secondo noi servono a regolare il mondo e tutte le sue stranezze, e soprattuto che nel portabagagli ci sono dei simboli old school, tipo ancorette e cose simili che in ogni caso ci rapiscono.

    La giornata di prova è stata sicuramente organizzata al meglio, con tanto di Pit stop pranzo e per finire in grande lustro, siamo stati accompagnati nel nuovo tempio romano dell’arte urbana, l’Ex Dogana di San Lorenzo – OUTDOOR; uno spazio vestito ad arte da giovani creativi, provenienti da tutto il mondo, pieno zeppo di Smart ForTwo e ForFour, allineate, pronte ad invadere la città.

    In conclusione abbiamo capito che, prima cosa, dovremmo metterci a dieta e non mangiare più schifezze prima di andare a dormire altrimenti si fanno brutti pensieri, ma soprattutto che siamo arrivati al punto in cui una macchina può livellare le differenze sociali, aiutare le coppie a non mollarsi perché è comoda per far l’amore e rappresentare quelli che un po’ per voglia e un po’ per caso vivono questa vita guardando la vera bellezza delle cose.

    Un tipo che non si voleva far conoscere, diceva: “Ricorda sempre che sei unico, esattamente come tutti gli altri” che sia chiaro… che tu abbia una Smart o no.

    nuova-smart-fortwo-forfour-prova-su-strada

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    fabio-persico

    Raccontare storie in stile ​L​o-fi, sporche e schiette​,​ è il suo credo. Non ha una città di riferimento, ama l'odore della pizza appena fatta e della vernice sulle porte di legno piene di tarli, il sapone di Marsiglia, gli zuccherini di sua nonna, i televisori Telefunken del '73, La Gazzetta dello Sport, il sale marino, le patatine fritte d​ella mamma, la gente​, le facce. Il movimento è sempre stato il suo un punto saldo. Ama il fascino della sfocatura, di ciò che è passato ed ha lasciato ​il segno. Ha due mani e non è ancora morto.​

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