This Is Food 2015 – Una Storia di Eruttazioni

Posted By Fabio Persico / 2 giugno 2015 / 0 Comments

     

    Da bambino tutti mi prendevano in giro perché non potevo mangiare nulla ma avevo la panzotta. Chiaro, mi abbuffavo di patatine e pizza. Un allergico cronico un po’ sovrappeso, strano! Non è cambiato niente da allora, se non il mio metabolismo. Continuo ad ingurgitare metri e metri di pizza margherita, con le patate, verdure e chi più ne ha più ne metta.

    SOULMAG* mi ha chiesto di raccontare e partecipare a This Is Food, l’evento romano in cui viene presentata la nuova scena gastronomica. Tre giorni di cibo da strada veloce, semplice e creativo. Insomma una figata che non potevo perdermi!

    Mentre mi abbuffavo e facevo finta di scrivere quest’articolo e girare il video, sono arrivato a delle conclusioni molto chiare:

    – che se si parla di pizza, hamburger, patatine, panini con qualsiasi cosa dentro belli da vedere ed assai buoni, beh, le persone muovono il culo ed arrivano anche in capo al mondo

    – che bisogna sempre provare, testare e non fermarsi davanti alle apparenze, anche se questo comporta cinque chili in più, il bottone della camicia che esplode e lo specchio, all’altezza della fascia lombare sembra abbia subito una distorsione dall’estremo caldo dei primi giorni di giugno

    – che a questi eventi incontri sempre amici ai quali vuoi bene e che ti fotografano come se sapessero che domani muori. Ritratti per sempre.

    – Il primo boccone di ogni piatto è sempre il più importante. È quello dal quale capisci se ne vale la pena oppure no.

    – che l’hashtag più usato nel mondo del food, soprattutto su Instagram, è #foodporn anche se poi non c’entra nulla con il cibo.

    – che il processo del mangiare è complesso, piacevole e anche liberatorio in alcuni casi. Per esempio l’eruttazione è la produzione di un suono, tramite l’emissione d’aria che partendo dallo stomaco, attraverso l’esofago passa per il cavo orale e boom esplode. Rutto, ecco sì il rutto, chiamiamo le cose con il loro nome.

    Fra gli eschimesi, a fine pasto, è segno di apprezzamento per il cibo ricevuto. Io non sono eschimese e non lo sono mai stato ma sono stato un bambino, allergico e cicciottello, sono stato preso in giro e mi sono abbuffato di tutto ma in ogni caso credetemi che mi è sempre bastato quel piccolo gesto, simbolo di uguaglianza, libertà sociale ed estrema bellezza per allontanare tutti i problemi. D’altronde questo è il cibo no?!

    BURP, EAT VEGAN BURGER AND BACK TO THE FAT PAST

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    fabio-persico

    Raccontare storie in stile ​L​o-fi, sporche e schiette​,​ è il suo credo. Non ha una città di riferimento, ama l'odore della pizza appena fatta e della vernice sulle porte di legno piene di tarli, il sapone di Marsiglia, gli zuccherini di sua nonna, i televisori Telefunken del '73, La Gazzetta dello Sport, il sale marino, le patatine fritte d​ella mamma, la gente​, le facce. Il movimento è sempre stato il suo un punto saldo. Ama il fascino della sfocatura, di ciò che è passato ed ha lasciato ​il segno. Ha due mani e non è ancora morto.​

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